Dal divieto di balneazione al tema dei controlli, si apre il confronto sul futuro dell’areaRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciUna domenica di caldo, una giornata come tante trascorsa lungo il fiume per cercare un po’ di refrigerio. Poi, nel giro di pochi istanti, il tempo della spensieratezza ha lasciato spazio a una nuova morte per annegamento. L’Elsa torna ad essere per la terza volta in neanche cinque anni scenario di una tragedia che scuote il territorio e riapre una ferita che, ogni estate, sembra puntualmente riaffiorare. Un diciassettenne morì nel 2021 e una trentenne nel 2024. A perdere la vita domenica è stato un giovane di origine albanese Xhovalin Musaraj, di 33 anni, che si trovava lungo il fiume insieme ad alcuni cugini.
Avevano scelto un tratto dell’Elsa che, secondo le prime informazioni raccolte, non presenta particolari criticità e che viene abitualmente frequentato da chi cerca un momento di sollievo dalla calura estiva. Il giovane era entrato in acqua per fare il bagno quando qualcosa è andato improvvisamente storto. L’ipotesi che al momento appare più accreditata è quella di un malore. I familiari, non vedendolo più riemergere, hanno dato immediatamente l’allarme. Da quel momento è iniziata una corsa contro il tempo che ha visto impegnati i sanitari del 118, i vigili del fuoco e le forze dell’ordine. Le operazioni di ricerca sono proseguite per diverse ore, alimentando la speranza di riuscire a salvare il giovane. Speranza che si è infranta poco prima delle 20, quando il corpo del ragazzo è stato individuato e recuperato. Ogni tentativo si è purtroppo rivelato inutile. Saranno adesso gli accertamenti delle autorità competenti a chiarire con precisione la dinamica dell’accaduto e a confermare le cause del decesso.









