Lavitola voleva Ranucci in politica, per diventarne sostanzialmente il suo spin doctor, il suo consulente. Un progetto che l’imprenditore, proprietario di un ristorante di pesce a Roma, aveva palesato al conduttore di Report già nel 2024. È quanto emerge dalle carte dell’indagine che oggi ha portato in carcere l’ex giornalista ed editore. Nell’ordinanza di 198 pagine il giudice per le indagini preliminari definisce i contorni dell’attentato dell’ottobre scorso che sarebbe stato messo in atto da Lavitola, all’insaputa del giornalista, per farlo diventare un simbolo e lanciarlo nella carriera politica.In una chat del 2024 emersa dal cellulare dell’indagato, Lavitola non usa mezzi termini. Rivolgendosi a Ranucci assicura: “tra due anni fai il Presidente” del Consiglio dice facendo riferimento alle elezioni politiche del prossimo anno e aggiungendo che, nel caso in cui il giornalista fosse stato mandato via dalla Rai, avrebbe “fatto bingo”. Parole scritte proprio nei giorni in cui il giornalista si sentiva sotto attacco della politica, con il suo ruolo di conduttore messo a rischio. Ma perché Lavitola si muoveva in questo modo? Nell’ordinanza il giudice spiega che “è di tutta evidenza che il sostegno costante offerto dall’indagato alla persona offesa, non possa non essere correlato all’obiettivo che pare ben presente nei progetti di Lavitola sin dal 2024, allorquando aveva iniziato a proporre a Ranucci il tema della sua candidatura alle prossime elezioni politiche, ritenendolo l’uomo che poteva rappresentare la novità, capace di sparigliare le carte e battere gli altri candidati”. ESCLUSIVO - Il video dell'arresto di Lavitola: l'imprenditore viene portato via dalla sua casa Per Lavitola questa “intuizione” diventa una sorta di ossessione tanto da “riproporla costantemente al giornalista”. E alla fine Ranucci sembra farsi convincere. Scrive infatti il gip che, “se da un lato non pare mai condividere formalmente il progetto dell’indagato, col tempo, si comprende, dal tenore dei messaggi e dal suo comportamento, assume un atteggiamento di apertura o quantomeno di curiosità rispetto al progetto, che via via diviene sempre più concreto”. E in effetti Lavitola “proprio successivamente all’esecuzione dell’atto intimidatorio, inizia a tradurre quell’intuizione in fatti concreti, tanto da arrivare a commissionare un sondaggio, investendo in tale progetto tempo e denaro”. Un progetto che viene raccontato anche in alcune intercettazioni carpite anche dopo la perquisizione domiciliare del 4 luglio. Un progetto che, a suo dire, “avrebbe sicuramente portato il giornalista a essere eletto Presidente del Consiglio” e che “avrebbe potuto raccogliere il 30% dei voti senza nessun partito politico”. In una chiacchierata telefonica Lavitola taglia corto: “fratello questo non sarebbe una pre-candidatura, sarebbe presidente garantito al centodieci per cento. Da solo prenderei il trenta per cento, senza partito, senza nulla”.
“Tra 2 anni fai il presidente”, il progetto nelle chat
In una chat del 2024 emersa dal cellulare dell’indagato, Lavitola non usa mezzi termini. Rivolgendosi a Ranucci assicura: “Tra due anni fai il Presidente” del Consiglio dice facendo riferimento alle elezioni politiche del prossimo anno










