Era fidanzato, aveva comprato casa e stava vivendo un momento importante della sua carriera di regista dopo avere vinto un bando per la migliore sceneggiatura. A 29 anni Cristiano Daniele Giamporcaro aveva davanti progetti e una vita da costruire. Oggi, dice la madre Marina Castiglione, di quella felicità resta per la sua famiglia "una disperazione senza fine". "Una famiglia impietrita, annichilita da un dolore inaspettato e profondissimo", racconta la donna dopo avere dato l'ultimo saluto al figlio, morto sabato durante un'immersione nelle acque di Lampedusa, travolto dalle eliche di un'imbarcazione. La professoressa ordinaria di Linguistica italiana all'Università di Palermo, ex vicesindaca di Caltanissetta, assieme al marito, l'ingegnere Ruben Giamporcaro, si sono subiti recati nell'ospedale dove era stata portata la salma di Cristiano.
"Abbiamo poche notizie, quelle che ci sono state date dalla Capitaneria all'interno dell'obitorio - racconta - sappiamo che Cristiano era a 20 metri dalla battigia. Era sempre prudentissimo, aveva cominciato ad andare sott'acqua quando aveva 8 anni e non faceva mai attività che potessero mettere in pericolo lui o gli altri". Secondo il racconto della madre, poco prima della tragedia la fidanzata del ventinovenne aveva fatto il bagno insieme a lui. "Poco dopo è passato un motoscafo a forte velocità e lei non ha visto più riemergere Cristiano. Ha cominciato a gridare. Sono riusciti a recuperarlo soltanto dopo tre ore. Aveva regolarmente la boa, era segnalato, ma non è stato sufficiente".











