Aveva regolarmente posizionato la boa di segnalazione in acqua, ma non è bastato. La Procura di Agrigento apre un'inchiesta per omicidio nautico: a bordo del natante una coppia di coniugi milanesi sessantenni
Aveva piazzato la boa di segnalazione galleggiante in mare, rispettando le norme di sicurezza previste per chi fa immersioni, ma il pallone rosso non è evidentemente bastato a segnalare la sua presenza. Cristiano Daniele Giamporcaro, regista di 29 anni originario di Caltanissetta, è morto nella giornata di sabato 8 agosto nelle acque di Punta Sottile, a Lampedusa, travolto dalle eliche di un gommone di passaggio. Un impatto violento che gli ha quasi del tutto reciso un braccio: secondo i primi rilievi, il giovane sarebbe morto dissanguato in pochissimo tempo prima dell’arrivo dei soccorsi. Sarà comunque l’autopsia, disposta dalla Procura nei prossimi giorni, ad accertare formalmente le cause del decesso.
Chi c’era a bordo del gommone
La Procura di Agrigento ha aperto un fascicolo d’inchiesta con l’ipotesi di omicidio nautico. Al momento dell’incidente, a bordo del gommone si trovavano due anziani coniugi di Milano, frequentatori abituali dell’isola dove trascorrono lunghi periodi di villeggiatura e dove mantengono il natante ormeggiato per tutto l’anno. I due sono stati già interrogati dai militari della Capitaneria di Porto, impegnati a ricostruire la traiettoria dell’imbarcazione, la velocità di navigazione e, soprattutto, a verificare la distanza tenuta rispetto alla boa che segnalava la presenza del sub sotto la superficie dell’acqua.










