«Siamo impietriti e annichiliti da un dolore inaspettato e profondissimo». Così la professoressa dell’università di Palermo ed ex vicesindaca di Caltanissetta, Marina Castiglione, madre di Cristiano Giamporcaro, il regista nisseno di 29 anni morto sabato durante un’immersione nelle acque di Lampedusa, descrive il dolore della famiglia dopo avere dato l’ultimo saluto al figlio. «Abbiamo poche notizie, quelle che ci sono state date dalla Capitaneria all’interno dell’obitorio - racconta - sappiamo che Cristiano era a 20 metri dalla battigia. Era sempre prudentissimo, aveva cominciato ad andare sott'acqua quando aveva 8 anni e non faceva mai attività che potessero mettere in pericolo lui o gli altri». Secondo quanto riferito dalla madre, poco prima dell’incidente la fidanzata del ventinovenne aveva fatto il bagno insieme a lui.«Poco dopo - aggiunge - è passato un motoscafo a forte velocità e lei non ha visto più riemergere Cristiano. Ha cominciato a gridare. Sono riusciti a recuperarlo soltanto dopo tre ore. Aveva regolarmente la boa, era segnalato, ma non è stato sufficiente». Sulla dinamica e sulle eventuali responsabilità indaga la Procura di Agrigento, che ha aperto un’inchiesta per omicidio nautico. «Non so chi siano i due turisti - sottolinea Marina Castiglione - e non riguarda noi avere questo genere di informazioni. Ci penserà la Procura». La famiglia Giamporcaro ha nominato come proprio legale l’avvocato Sergio Iacona ed è in attesa dell’autopsia sul corpo del giovane.«Cristiano era un’anima rispettosa della natura e delle persone - prosegue la madre - quello che ci affligge è che questo stesso rispetto non c'è stato da parte di chi si stava divertendo. Questa situazione va affrontata perché il mare non è soltanto il lucro dei balneari, il divertimento di chi prende un gommone in affitto e chi lo guida senza neanche sapere usare un motorino. E non si può consentire che una persona che sta facendo un’attività rispettosa muoia così. Non è giusto. Ma in questo momento le cause ci interessano poco perché adesso stiamo vedendo solo gli effetti disastrosi». Poi il pensiero torna alla vita del figlio e ai progetti interrotti a soli 29 anni.«Cristiano - dice ancora la madre - era in una fase di crescita professionale importante. Aveva appena vinto un bando per la migliore sceneggiatura, aveva comprato casa, era fidanzato, era felice. Vedere questa sua felicità oggi per noi si è tradotto in una disperazione senza fine».
Il sub morto a Lampedusa, la madre: era prudente e aveva la boa
«Siamo impietriti e annichiliti da un dolore inaspettato e profondissimo». Così la professoressa dell’università di Palermo ed ex vicesindaca di Caltanissetta,...











