Un team internazionale di astronomi, con la partecipazione dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), ha messo in luce nuovi dettagli di una gigantesca struttura dell'Universo, a lungo rimasta invisibile perché nascosta dalle stelle e dalle fitte coltri di polveri presenti nella Via Lattea. Grazie a un'innovativa tecnica ibrida che incrocia diverse tipologie di dati sulle galassie, le ricercatrici e i ricercatori sono riusciti a mappare l'effettiva portata del Superammasso della Vela — ad oggi riconosciuto come uno dei più imponenti agglomerati di materia del cosmo a noi vicino.

Per decenni una parte importante dell’Universo è rimasta praticamente invisibile agli astronomi. È la cosiddetta zona di evitamento (Zone of Avoidance, in inglese), ossia la fascia di cielo nascosta dal disco della nostra Galassia, in cui polveri e stelle impediscono di osservare direttamente le galassie più lontane. Proprio dietro questo “velo” cosmico si cela una delle strutture più imponenti dell’Universo vicino.

Uno studio internazionale, accettato per la pubblicazione sulla rivista Astronomy & Astrophysics, mostra infatti che il Superammasso della Vela emerge come una delle principali concentrazioni di massa del cosmo locale, con una massa paragonabile a quella del Superammasso di Shapley e superiore a quella della regione di Laniakea, il superammasso che ospita la Via Lattea.