Roma, 1 lug. (askanews) – Uno studio a guida INAF, basato sui dati dei telescopi spaziali Chandra (NASA) e XMM-Newton (ESA), misura con precisione record la distanza dei bracci di spirale più esterni della nostra Galassia, rivelando che si estendono fino a circa il 10% più lontano di quanto stimato finora. Nonostante si studi la struttura della Via Lattea da oltre un secolo, mappare con precisione la nostra “casa” cosmica è tuttora un’impresa complessa. E poiché il Sistema solare si trova immerso nel disco galattico, la presenza di polveri, gas e stelle ostacola la vista diretta dei bracci di spirale più lontani. Oggi, un nuovo studio guidato dall’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) e pubblicato sulla rivista Astronomy & Astrophysics ha superato questi limiti, dimostrando che i bracci a spirale più esterni della Via Lattea si estendono più lontano di quanto ipotizzato dai modelli attuali.
Il team, informa una nota, ha ottenuto questo risultato misurando la distanza delle nubi di polvere interstellare che compongono i bracci esterni della Galassia. Per farlo, ha sfruttato un fenomeno tanto spettacolare quanto raro: gli anelli di scattering (o diffusione) nei raggi X, veri e propri “echi di luce” generati da potentissimi lampi di raggi gamma (gamma-ray burst, o GRB) provenienti da galassie remote.







