Già da giugno la Fao aveva segnalato i rischi connessi con l’arrivo di El Niño per le aree più esposte al rischio siccità e poi a luglio l’Ufficio Onu per la riduzione del rischio di disastri (Undrr) aveva sottolineato come questo fenomeno climatico impatta sulla salute umana. Ma il quadro ancora non era completo, perché ora arriva un rapporto dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (Organización Internacional del Trabajo, Oit) a evidenziare come crisi climatica e El Niño minaccino il mercato del lavoro in diversi paesi e in particolare in America Latina e nei Caraibi.
Secondo un rapporto della Oit, le alterazioni climatiche causeranno una diminuzione dell'occupazione, minori redditi e un peggioramento delle condizioni lavorative nel continente. A pagare il prezzo più alto saranno i lavoratori più vulnerabili e soprattutto quelli per così dire informali - che hanno accesso limitato a meccanismi di protezione contro le crisi climatiche che rappresentano quasi la metà degli occupati nella regione - e anche quelli delle zone rurali. Le anomalie meteorologiche porteranno siccità nel Corredor Seco e piogge estreme in Sudamerica, colpendo settori chiave come agricoltura, pesca ed energia, con conseguenti rincari e rischi per la sicurezza alimentare.











