Ogni estate, puntuale come un rito, arriva la notte di San Lorenzo: il 10 agosto, milioni di italiani si affacciano dal balcone o si stendono su un prato sperando di vedere una stella cadente e di esprimere un desiderio. La tradizione popolare lega questa data al martirio del diacono Lorenzo, avvenuto secondo la leggenda proprio in quella notte, e alle sue lacrime, che il racconto popolare identifica nelle scie luminose che attraversano il cielo d'agosto. Quest'anno, però, chi si limiterà a guardare il cielo la notte del 10 rischia di perdersi lo spettacolo migliore. Il picco reale delle Perseidi 2026 è infatti previsto tra il 12 e il 13 agosto, quando in cieli sufficientemente bui si possono osservare fino a un centinaio di meteore all'ora. A rendere il 2026 un'annata particolarmente favorevole contribuisce un secondo fattore, forse ancora più importante dell'orario: la Luna. Il novilunio cadrà esattamente il 12 agosto, eliminando quasi del tutto l'interferenza della luce del satellite, che in altri anni tende a «sbiancare» il cielo e a rendere invisibili le meteore più deboli. Con la Luna nuova, invece, il cielo resterà completamente scuro, permettendo di cogliere anche le scie meno intense e moltiplicando di fatto il numero di stelle cadenti realmente visibili a occhio nudo. Non tutti gli anni offrono questa combinazione di fattori: in diverse edizioni recenti il picco delle Perseidi ha coinciso con una Luna piena o gibbosa, penalizzando pesantemente l'osservazione. Non è un caso che, anno dopo anno, l'interesse online attorno alla notte di San Lorenzo cresca in modo costante nei primi giorni di agosto, per poi esplodere proprio a cavallo del weekend che precede il 10: un trend che si ripete puntualmente, ma che nel 2026 rischia di concentrarsi sulla data «sbagliata» rispetto a quella in cui lo spettacolo sarà davvero al massimo. Vale quindi la pena segnare in agenda entrambe le serate, quella tradizionale del 10 e quella astronomicamente più interessante del 12, senza rinunciare a nessuna delle due occasioni per alzare gli occhi al cielo.