L'assenza di chiarore lunare rende le condizioni molto favorevoli alla visione delle Perseidi. L'astrofisico Masi: «Andate in quota lontano dalle luci»
Torna l’appuntamento astronomico più amato dell’estate: lo sciame meteorico delle Perseidi. Sebbene la tradizione le leghi indissolubilmente alla notte del 10 agosto e al martirio di San Lorenzo, la scienza ci dice che per godere del vero picco bisognerà attendere qualche ora in più. Come spiega l'astrofisico Gianluca Masi, responsabile del Virtual Telescope Project a Manciano (Grosseto) , quest'anno ci sono tutte le condizioni per un'edizione davvero eccezionale.
Luna nuova: condizione eccezionaleA differenza dello scorso anno, quando la Luna vicina alla fase piena aveva rovinato un po' l'osservazione, rendendo visibili solo le meteore più luminose, il 2026 promette di essere un'annata d'oro. «La visibilità sarà una delle migliori di sempre perché la Luna sarà Nuova», sottolinea Masi. «L'assenza del chiarore lunare permetterà di scorgere anche le scie più deboli, che l'anno scorso venivano inevitabilmente cancellate dal riverbero del nostro satellite».
Lo spettacolo delle stelle cadenti dopo l'eclissiIl momento cruciale per alzare gli occhi al cielo sarà la notte tra il 12 e il 13 agosto, subito dopo l'elissi solare. Questo spostamento, rispetto alla tradizionale notte di San Lorenzo, è dovuto alla precessione degli equinozi, un fenomeno astronomico che ha fatto scivolare il momento in cui la Terra attraversa la parte più densa della nube di polveri.













