C’è una notte dell’estate in cui anche chi non guarda mai il cielo finisce per alzare gli occhi. È quella di San Lorenzo, il 10 agosto, la notte dei desideri e delle stelle cadenti. Ma quest’anno la tradizione arriva con qualche giorno di anticipo rispetto all’astronomia: il vero spettacolo delle Perseidi deve ancora cominciare.

Lo sciame meteorico più famoso dell’estate raggiungerà infatti il suo massimo nella notte tra mercoledì 12 e giovedì 13 agosto 2026, in condizioni che gli astronomi considerano particolarmente favorevoli. A fare la differenza sarà soprattutto la Luna nuova, praticamente assente dal cielo notturno e quindi incapace di disturbare con la propria luce l’osservazione delle meteore. L’American Meteor Society indica proprio quella tra il 12 e il 13 agosto come la notte del massimo. L’Inaf parla di una delle annate migliori degli ultimi anni per osservare le Perseidi. Lo sciame è già attivo e dunque qualche scia luminosa potrà essere vista anche nella notte di San Lorenzo, ma la probabilità crescerà sensibilmente avvicinandosi al picco.

Perché si chiamano “lacrime di San Lorenzo”

Quelle che chiamiamo stelle cadenti, in realtà, non sono stelle. Sono minuscoli frammenti lasciati lungo la propria orbita dalla cometa 109P/Swift-Tuttle. Quando la Terra attraversa questa nube di detriti, le particelle entrano nell’atmosfera ad altissima velocità e producono le scie luminose che vediamo nel cielo. La tradizione popolare le ha legate a San Lorenzo, martire celebrato il 10 agosto, trasformandole nelle sue “lacrime”. La coincidenza tra la festa del santo e il periodo di maggiore attività delle Perseidi ha fatto il resto, consegnando alla cultura popolare una delle notti più attese dell’estate.