(di Mario Corti, ex direttore del Servizio russo di Radio Liberty, attualmente membro di Memorial Italia)

Alla vigilia della cosiddetta “operazione militare speciale” condotta dalla Russia contro l’Ucraina, abbiamo sentito commenti supponenti da parte di esperti di geopolitica e commentatori vari che la Russia non avrebbe mai invaso. Ai pronostici sbagliati sono seguite le esortazioni a comprendere “le ragioni della Russia”. Detto per inciso, gli stessi che prima escludevano categoricamente che la Russia avrebbe invaso l’Ucraina, oggi escludono altrettanto categoricamente che essa rappresenti una minaccia per l’Europa. Ho rischiato anch’io di ritrovarmi tra “coloro che capiscono le ragioni della Russia”. Ma c’è un momento, un limite invalicabile, oltre il quale non ci sono ragioni che tengano. Quando si passa dalle parole alle vie di fatto, all’aggressione fisica.

Nei miei programmi radiofonici, una volta passato dall’Istituto di ricerca di RFE-RL (Radio Free Europe – Radio Liberty) al Servizio Russo di Radio Liberty a Praga nel 1995, ho dimostrato sempre una marcata benevolenza verso la Russia, la sua storia e la sua cultura. Ciò vale in generale anche per le altre trasmissioni del servizio in cui ho lavorato, quasi mai pregiudizialmente ostili verso la Russia e i suoi popoli.