di

Marta Seraini

Il filoso e scrittore ucraino a Ferrara: l'Europa deve prepararsi a difendersi da Putin. Italia compresa.

DALLA NOSTRA INVIATA KIEV «È toccato alla Polonia, ai Paesi Baltici. Ma anche alla Germania. E potrebbe toccare anche all'Italia. I russi potrebbero piazzare un camion nel centro di Roma, poi lanciare 20 droni in cielo e poi farli esplodere contro edifici governativi o altri luoghi per poi dire "Non sappiamo chi siano. Sono terroristi" o una cosa del genere». Volodymyr Yermolenko, filosofo, giornalista e scrittore ucraino, è in partenza per Ferrara, dove sarà ospite di Internazionale, sabato 4 ottobre, alle ore 11, insieme alla giornalista Francesca Mannocchi. Gli ucraini continuano a resistere e a contrattaccare, mentre la Russia sembra in difficoltà economica. Come vede oggi l’andamento della guerra?«La resistenza ucraina non si è fermata, anzi. L’industria petrolifera e della benzina russa, la loro principale fonte di reddito, è costantemente paralizzata dai nostri attacchi. Putin non si fermerà: ormai il suo regime e la sua ideologia dipendono da questa guerra. Per questo l’Europa deve prepararsi: non solo sul piano militare, ma anche contro attacchi informatici, droni e provocazioni. Deve imparare dall’Ucraina a difendersi: la maggior parte dei droni russi che arrivano in massa nel nostro spazio aereo vengono abbattuti dalla nostra difesa».