Il Mecca Pact tra Arabia Saudita, Turchia e Pakistan apre un nuovo fronte. Per Vas Shenoy, bisogna vedere se resterà un accordo difensivo o diventerà una piattaforma politico-militare capace di rafforzare anche il fronte India-Israele-Emirati
La firma del Mecca Joint Defence Agreement tra Arabia Saudita, Turchia e Pakistan apre una nuova fase negli equilibri tra Medio Oriente e Asia meridionale. Sottoscritto il 7 agosto alla Mecca dal principe ereditario saudita Mohammed bin Salman, dal presidente turco Recep Tayyip Erdoğan e dal premier pakistano Shehbaz Sharif, il patto stabilisce che un attacco armato contro uno dei tre Paesi sarà considerato un attacco contro tutti. L’accordo prevede inoltre una maggiore cooperazione militare, lo scambio di intelligence, la collaborazione nell’industria della difesa e forme di coordinamento strategico.
Un asse che collega Anatolia, penisola arabica e Asia meridionale, mettendo insieme il peso finanziario saudita, l’apparato militare e industriale turco e il Pakistan, unica potenza nucleare dichiarata del mondo islamico. Ma se il testo dell’accordo lascia aperti numerosi interrogativi, le prime dichiarazioni politiche successive alla firma hanno mostrato ambizioni che potrebbero andare oltre la natura strettamente difensiva rivendicata dai tre governi.Il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan, per anni alla guida dei servizi di intelligence del Mit, ha definito il meccanismo di difesa collettiva “tecnicamente” analogo all’articolo 5 della Nato. Ankara ha spiegato che il patto non è diretto contro l’Iran o altri Paesi, ma ha anche aperto alla possibilità di un suo allargamento, indicando l’Egitto tra i possibili futuri partecipanti.Ancora più esplicito è stato il ministro della Difesa pakistano Khawaja Asif, che ha invitato il mondo musulmano a costruire un fronte più ampio, definendo Israele una minaccia per l’intero mondo islamico e invocando una risposta militare comune. Dichiarazioni che aumentano i dubbi sul possibile utilizzo del nuovo strumento da parte di Islamabad anche nella propria competizione regionale.










