Arabia Saudita, Turchia e Pakistan firmano un accordo di mutua difesa che richiama l’articolo 5 della Nato. Sullo sfondo, l’allarme saudita per una possibile escalation Houthi-miliziani iracheni sotto la regia dei Pasdaran

Un vertice a Gedda, tre leader, un’intesa che potrebbe ridisegnare gli equilibri di sicurezza tra Golfo, Mediterraneo orientale e Asia meridionale. Oggi l’Arabia Saudita, la Turchia e il Pakistan hanno firmato la “Convenzione della Mecca per la Difesa Comune”, un accordo che introduce un principio finora estraneo alle alleanze regionali mediorientali: un attacco armato contro uno dei tre Paesi firmatari sarà considerato un attacco contro tutti.

Un vertice ad alto livello nel cuore dell’Islam

La firma è arrivata al termine del vertice per la Difesa Comune, che ha riunito il principe ereditario e primo ministro saudita Mohammed bin Salman, il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan e il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif. I due leader ospiti sono giunti a Riad su invito del re Salman bin Abdulaziz, e sono stati ricevuti dal principe Bin Salman nel Palazzo di Safa, alle porte della città santa per l’Islam.

L’incontro non è stato solo la cornice per la firma di un documento: i tre capi di governo hanno passato in rassegna le relazioni bilaterali e trilaterali, discutendo di dossier regionali e internazionali di interesse comune, in un momento in cui gli equilibri mediorientali restano fluidi su più fronti – dal negoziato indiretto tra Washington e Teheran ai dossier yemenita e siriano.