Lungolago Sergio Ramelli sarà un tratto di passeggiata, sinora anonimo, di Intra. Appena qualche centinaio di metri, con in mezzo il monumento ai Caduti, sede delle celebrazioni del 25 aprile. La notizia, uscita forse non a caso in questo torrido inizio d’agosto, ha dato vita a una forte contrapposizione tra il centrosinistra e la giunta del sindaco Giandomenico Albertella, sì eletto come civico (al primo turno, due anni fa, aveva contro tutti i partiti), ma senza dubbio vicino al centrodestra. Ramelli non ha nessun legame con Verbania. Milanese, militante del Fronte della gioventù, aveva solo 18 anni nel 1975 quando fu picchiato barbaramente da esponenti di Avanguardia operaia e morì dopo 47 giorni di agonia. Come non aveva legami con Verbania Gino Strada, a cui la giunta precedente di centrosinistra voleva dedicare la scuola intitolata a Luigi Cadorna, atto che Albertella annullò appena eletto.
Il sindaco per motivare la scelta, dopo le prime dure reazioni, ha parlato della necessità di ricordare quel periodo (gli anni di piombo) anche per evitare che la storia si ripeta: «Ramelli era un ragazzo ed è stato massacrato per le sue idee. Sono stati anni bui, dove il dialogo s’è spezzato, in cui qualcuno si riteneva più nel giusto - dice -. Idiozie. I cadaveri e le ferite frutto di quel clima ideologico e violento non hanno colore politico. Chiunque sieda in un’istituzione pubblica ha il dovere di dare l’esempio ai propri cittadini, specie ai ragazzi che vanno guidati, messi in condizione di riflettere, di scegliere, di conoscere davvero». Indubbiamente è una scelta divisiva, e lo scontro era stato messo in conto. La prima reazione è stata del Pd («se qualcuno cercasse su un manuale di politica la definizione di “azione di distrazione di massa”, troverebbe un’immagine del nostro sindaco»), a cascata ne sono arrivate molte altre, è stata lanciata l’immancabile petizione online, ma a segnare un passo diverso è stata l’associazione dei partigiani. La proposta dell’Anpi L’Anpi Verbania con un documento ha evitato polemiche e ha lanciato un’idea: «Perché ricordare una sola vittima di quel periodo? Non sarebbe più condivisibile dedicare il lungolago a tutte le vittime degli anni di piombo? Sarebbe un messaggio di unità, di memoria e di riconciliazione anziché una scelta destinata a contrapporre».








