Gino Strada no, Sergio Ramelli sì. Lunedì scorso la giunta di centrodestra di Verbania, guidata dal sindaco Giandomenico Albertella ha approvato la delibera per dedicare il lungolago di Intra al giovane militante del Fronte della Gioventù Sergio Ramelli, ucciso a sprangate nel 1975 da estremisti di sinistra. Una scelta che ha generato grandi polemiche nella città medaglia d’oro della Resistenza sulla sponda piemontese del Lago Maggiore. E che arriva dopo la scelta di due anni fa della stessa giunta di opporsi alla rinominazione della scuola intitolata a Luigi Cadorna in onore di Gino Strada.
Il sindaco Albertella, che ha appena salutato l’ingresso in maggioranza di Fratelli d’Italia, rivendica la scelta: “Intitoliamo il lungolago a Ramelli perché non sia mai più, perché non si usino parole pesanti senza sentirne la grevità – spiega in una nota – Chi si aspetta flotte di saluti romani sul nostro lungolago sbaglia, o mente sapendo fin da oggi che questo non avverrà mai. Mischiare scene che non ci appartengono indebolisce il dibattito civile, la democrazia. E sputa sulla memoria di quel ragazzo massacrato, e di chi in quegli anni ha vissuto l’orrore dell’odio, qualsiasi casacca indossasse”. La scelta di intitolare il lungolago a Sergio Ramelli ha suscitato grande entusiasmo anche tra le fila dei rappresentanti locali di Futuro Nazionale. Mentre il Partito Democratico e l’Anpi salgono sulle barricate contro la decisione della Giunta.






