Un urto casuale. La disposizione sbagliata del bancale. Il tentativo di intervento manuale. Sono le ipotesi che in queste ore chi indaga sta cercando di approfondire per dare una spiegazione all’incidente sul lavoro che sabato è costato la vita a Kumara Gedera, 60 anni.

L’uomo al momento della tragedia si trovava da solo, e quell’area dell’azienda (la Capp Plast), secondo quanto emerge, non è coperta da videocamere. Gedera, stando alle prime ricostruzione, si stava spostando a bordo del suo muletto: le forche del mezzo erano libere, questo lascia pensare che l’uomo o aveva appena depositato o stava per caricare nuovo materiale. Quando, nel corso della marcia, si sarebbe fermato: forse per sistemare un pallet che sporgeva, forse per altri motivi che al momento carabinieri e ispettori dell’Asl ignorano. Una sosta di qualche secondo, che purtroppo si è trasformata in una tragedia. Il bancale, da un’altezza di circa tre metri, è crollato, riversando sull’uomo il peso di diversi sacchi da 25 chilogrammi l’uno (contenenti imballaggi in plastica). Un impatto violento e letale: sul posto sono intervenuti i mezzi di soccorso del 118, ma dopo un tentativo di rianimare, durato circa mezz’ora, per Gedera è sopraggiunto il decesso.