Lavoro nero, mancato rispetto delle minime norme di sicurezza.

Ci potrebbe essere anche questo dietro a quello che più che un incidente sul lavoro potrebbe essere una tragedia annunciata o quanto meno prevedibile che ha provocato la morte di tre operai precipitati nel vuoto a Napoli dopo il ribaltamento del cestello sul quale si trovavano a più di 20 metri d'altezza per interventi di manutenzione a un palazzo.

Nessuna responsabilità, naturalmente, è stata al momento individuata. Siamo in una fase ancora embrionale dell'inchiesta. Anche in vista della effettuazione delle autopsie ci sono, come atto dovuto, quattro indagati. Si tratta dell'amministratore di condominio, del coordinatore della sicurezza, del titolare della ditta per la quale lavoravano gli operai e quello della società che ha noleggiato all'impresa la verticale che si è rotta. Omicidio colposo plurimo l'ipotesi investigativa.

Man mano che l'inchiesta della Procura di Napoli va avanti emergono comunque particolari inquietanti. Due dei tre operai morti lavoravano al nero e il rispetto delle normative di sicurezza è uno degli aspetti dell'indagine della Procura di Napoli. Secondo quanto emerso, gli operai non erano allacciati a cinture di sicurezza che avrebbero impedito la caduta nel vuoto mentre a terra non sono stati trovati i caschi protettivi. In queste ore vengono ascoltati possibili testimoni e colleghi di lavoro delle vittime.