Che fatica, donne

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A Napoli si spezza un montacarichi. Tre operai precipitano per 20 metri. .

Èuna strage. In meno di due ore quattro morti sul lavoro, tre a Napoli e uno a Brescia. Una giornata nerissima, che fa capire come, sul versante della sicurezza sul lavoro, il cammino da fare sia ancora lungo. Napoli, ore 9:34, un boato improvviso scuote la quiete del quartiere collinare dell’Arenella. In un minuto, il tran-tran quotidiano incespica nel dramma: tre operai precipitano nel vuoto, schiantandosi al suolo dal sesto piano di un palazzo all’angolo tra via Domenico Fontana e via San Giacomo dei Capri, a due passi dall’ospedale Pascale e dalla linea del metrò.

Un volo di venti metri, che non lascia scampo. La scena nel cortile è raccapricciante, le tre vittime vicine, quasi abbracciate, le membra disarticolate dall’impatto. "Abbiamo sentito un rumore infernale e un tonfo macabro, i tre poveretti erano scivolati giù dal cestello, sfracellati a terra. Quel montacarichi era vecchio e loro non avevano alcuna imbracatura di sicurezza", racconta sotto shock Ciro Caiazzo, condomino del quarto piano nella stessa palazzina, uno dei primi ad affacciarsi, gelato dall’orrore, sulla scena della tragedia. Tre operai esperti della "ditta individuale Vincenzo Pietroluongo", tutti di Napoli: Luigi Romano, di 67 anni, Ciro Pierro, di 62, e Vincenzo Del Grosso, di 54. Stavano effettuando lavori di manutenzione al tetto, sostituendo la guaina sul lastrico solaio e operando a venti metri d’altezza. Un piccolo lavoro (200 mila euro il costo), certamente rischioso, che da una settimana scandiva le giornate del condominio. "Venivano ogni mattina al bar a prendere il caffè – racconta Rosaria, titolare del bar Giopsy –. Stamattina alle 7 come sempre, poi quel boato, la corsa, le urla. Stento a crederci". Secondo una prima ricostruzione, il carrello scorrevole avrebbe ceduto per il piegarsi di un binario o l’allentamento di un perno. Cedimento strutturale. Il cestello, infine, sembra fosse stato noleggiato da un’altra ditta e montato pochi giorni fa. Tra le ipotesi, anche un difetto di assemblaggio: da alcune immagini si distingue un perno svitato, ma integro sull’impalcatura.