Il Palio dell’Oca ieri è stato agguerrito e la sfida è durata fin verso le 21,56. A vincere è stato il quartiere di Sant’Angelo. La edizione numero quaranta va dunque alla contrada che più di ogni altra è stata fortunata. Da decenni la seconda domenica di agosto è ormai diventata quella più importante dell’estate cagliese con la disputa del Palio tra i quattro quartieri cittadini. E’ stata preceduta sabato scorso da un lungo cerimoniale della vigilia che ha di nuovo creato l’atmosfera di grande sfida per assicurarsi l’ambito trofeo dell’oca in ferro battuto realizzata nel 1987 dal maestro d’arte Antonio Cerretini. La serata di sabato ha visto le aperture delle quattro taverne seguita dalla lunga sfilata notturna al rullo dei tamburi che precedevano i figuranti dei quattro quartieri e chiusa con il gruppo degli arcieri e balestrieri.

Una suggestiva multivisione con proiezioni di immagini che hanno ricordato i quarant’anni delle varie edizioni del Palio e giochi di luce sulla facciata del comune, ha entusiasmato nel finale il numeroso pubblico presente. Ieri Cagli si era svegliata con l’ormai grande caldo che si prosegue da giorni e i preparativi degli organizzatori all’Arena di Sant’Emidio tra i quali molti meritevoli giovani appassionati alla sfida, tutti pronti a festeggiare alla grande il quarantesimo Palio. Nel pomeriggio la sfilata ha visto almeno quattrocento figuranti in costume d’epoca, giunti al campo di gara dell’Arena con la grande tribuna stracolma di persone. Un gran tifo ha dato sostegno ai giocatori che hanno sperato all’estremo di centrare la casella 54 con i dadi.