L’obiettivo è uno: tornare a prodotti identitari per raccontare un territorio. Il modo per farlo segue tante strade. O meglio, frecce. Perché La Faretra, azienda nata nel 2008 nel cuore della Maremma Toscana come allevamento di cavalli, oggi è diventata un ecosistema molto complesso che vuole raccontare nel mondo la vera Toscana, proiettandola nel futuro.
Come? L’esempio più immediato è direttamente sulla tavola: una bottiglia da mezzo litro, con un’etichetta di carta bianca con stampata solo una frase «quanto basta per…» e accanto matite e pennarelli. «Noi facciamo portare sempre questo nei ristoranti in cui servono questo vino, così le persone possono disegnare la loro etichetta e portare a casa un ricordo di quella serata» spiega Massimo Guercilena, amministratore delegato dell’azienda. E perché mezzo litro? «Perché oggi per tanti clienti un calice è poco e una bottiglia troppo».
Credits La Faretra
Una scelta insolita, un formato innovativo e che all’assaggio di questo Igt Toscana Bianco ottenuto da un blend di Vermentino e Viognier racconta un’idea diversa di fare il vino. «Oggi tante cantine provano a standardizzare il proprio modello – continua Guercilena – mentre noi abbiamo preso una direzione opposta: valorizzare il territorio in modo da lasciare una caratterizzazione forte, senza compromessi. Un fattore distintivo che va contro l’omologazione. Perché oggi è facile fare un prodotto che piace ai clienti, ma seguendo solo il mercato si perde l’identità».







