PORDENONE - Dino Marcuz, fondatore e anima storica della Pesistica Pordenone, sabato ha compiuto 80 anni. La palestra si è riempita per l’occasione: una quarantina tra atleti ed ex atleti hanno accolto Marcuz per festeggiarlo, in un compleanno che si intreccia a oltre sessant’anni di storia della società. La storia della Pesistica Pordenone affonda le radici negli anni Sessanta, quando il giovane atleta delle Fiamme Oro cominciò a occuparsi del Settore giovanile. Da un seminterrato del palazzetto dello sport cittadino, la società è arrivata a contare cinque qualificazioni olimpiche - da Vanni Lauzana a Mirko Zanni - e un numero di titoli italiani ormai difficile da ricostruire. Al fianco di Marcuz, da sempre, la moglie Maria Rosa Flaiban, presidente della Pesistica Pordenone: insieme, oltre a un matrimonio, hanno dedicato alla società una vita intera.

LE ATTESTAZIONI A dare l’annuncio della festa sui social è stato Davide Cordenons, consigliere comunale ed ex atleta molto legato alla figura di Dino: in un post su Facebook ha sottolineato in poche parole il valore del lavoro del maestro. Quarant'anni dedicati alla Pesistica Pordenone, sei partecipazioni olimpiche dei suoi atleti e due medaglie, fino a «un grande maestro, di sport, ma soprattutto di vita». Il suo traguardo più grande, ha aggiunto Cordenons, è stato trasformare la palestra «in una grande famiglia», dedicando la vita ai giovani e alla convinzione che prima degli atleti vadano fatti crescere uomini e donne capaci di stare al mondo. Nessuno si tira indietro a dire due parole su Dino: le testimonianze arrivate sono molte, ne trascriviamo solo alcune, tutte accomunate da affetto e da un rispetto autentico per la figura del maestro. Luigi Grando, atleta e tecnico, conosce Marcuz da 31 anni: «Per me è stato una guida e un padre. Così è stato per la maggior parte degli atleti».Ne ricorda il metodo, la capacità di riconoscere il talento prima degli altri e di far visualizzare agli atleti il risultato a lungo termine, un percorso di fatica e sacrificio affrontato con più determinazione perché «se anche il tuo allenatore ci crede, ci credi anche tu». Ricorda anche un'abitudine di quando non esistevano ancora i telefonini: Marcuz entrava in palestra al mattino, si sedeva con il suo cruciverba e aspettava gli atleti a qualsiasi ora. «Esserci sempre», la sintetizza Grando, definendola «l’identità di un maestro» e ricordandone anche il ruolo di pioniere della pesistica nelle scuole, il primo a portare il bilanciere tra i banchi. LA ROCCIA Elisa Corvato, atleta e allenatrice, richiama una frase che Marcuz avrebbe pronunciato in un’intervista di alcuni anni fa e che, a suo avviso, lo rappresenta pienamente: «C’è differenza tra essere professionisti e professionali: il professionista lo fa per i soldi, chi è professionale lo fa per amore». Definisce Marcuz «la roccia della Pesistica Pordenone».Martina Bomben racconta: «È un vero maestro in toto. Sono molto contenta di aver contribuito a organizzare il suo ottantesimo compleanno. L’ho visto veramente contento». Eleni Battistetti sintetizza così il debito verso il suo maestro: «Mi hai insegnato talmente tante cose che la pesistica è quasi passata in secondo piano». Non tutti gli atleti hanno potuto essere presenti: tra i messaggi anche quello di Sara Dal Bò, dispiaciuta di non esserci stata, che ringrazia Marcuz per il sostegno ricevuto nei momenti difficili e definisce la Pesistica Pordenone, «una famiglia». A questi auguri si aggiungono ora quelli de Il Gazzettino: buon compleanno, Dino, e buona vita.