di Enrico Baldini

Cento anni non sono una cifra: sono una strada. Una di quelle strade di montagna dove il pallone rotola, rimbalza, si ferma nel fango e poi riparte, portandosi dietro le voci di chi lo ha inseguito. A Monzone, per celebrare il secolo di storia del Monzone 1926, quasi tutto il paese si è ritrovato al Castagneto Sasi. Una festa grande, popolosa, sentimentale. Una rimpatriata del calcio e della comunità. Oltre duecento persone hanno risposto all’appello: ex giocatori, allenatori, dirigenti e presidenti di ieri e di oggi. C’erano nomi che appartengono alla storia del club, come Lattanzi e Bartoli, presidente nell’immediato dopoguerra, e naturalmente Andreino Fabiani, tuttora presidente onorario e consigliere del Monzone 1926.

C’erano anche i figli di uomini che non ci sono più, testimoni di una memoria che passa di generazione in generazione: Simona Damiani, figlia di Ninetto, Paola Crocetti, figlia di Diego Crocetti, e Alessandro Cecchini, figlio di Adriano Cecchini. Presenze che hanno dato alla giornata il sapore autentico di una storia collettiva. Prima del pranzo, il momento più solenne: l’inaugurazione del nuovo campo sintetico, intitolato a Gino Fabiani, per tutti Ginetto, indimenticato attaccante degli anni Ottanta.