HomeCremonaCronacaIl dramma di Mouchine Ettabouti: il Centro per il rimpatrio, l’acido e il coma. “Noi avvertiti in ritardo. Ci dicano cos’è successo”Il 37enne da Crema era stato mandato al Cpr di Milano, ora è gravissimo al Niguarda. L’episodio martedì mattina, il ricovero alle 17. La famiglia si rivolge a un legaleMouchine Ettabouti, 37 anni, cittadino marocchino, è in coma al NiguardaRicevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguiciCrema (Cremona) – Mouchine Ettabouti aveva un sogno: venire a vivere in Italia con la sua famiglia d’origine, due sorelle e un fratello che da tempo vivono dalle nostre parti. Il fratello Said abita a Crema, una sorella nel non lontano Izano e l’altra a Lodi. Gente che non ha mai trasgredito: lavora e si è bene integrata.

E il sogno si è incrinato martedì, quando Mouchine, 37 anni, cittadinanza marocchina, è stato ricoverato al Niguarda di Milano, in coma. “Vogliamo sapere che cosa è successo nel Centro per il rimpatrio di Milano – ci dice il fratello Said –. Perché mio fratello è finito in ospedale, perché è arrivato lì solo nel pomeriggio, che cosa gli hanno fatto”.

Senza documenti

Questa drammatica storia ha inizio la scorsa primavera. È il 28 maggio quando a Romanengo l’auto sulla quale viaggiano i due fratelli viene fermata dai carabinieri. Said ha i documenti e Mouchine no: “Ho spiegato che mio fratello stava inoltrando la domanda per restare in Italia. Io e le mie sorelle siamo qui da anni, abbiamo la cittadinanza italiana e anche Mouchine avrebbe voluto restare. Ci hanno portato in caserma a Crema e poi a Romanengo”.