Angelo CorghiRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciGrosseto, 10 agosto 2026 – “Non mi sono mai arresa e non ho mai smesso di cercarlo, appena non mi ha risposto sono salita in macchina per cercarlo”. Fin da subito si è datta da fare Egle Corghi, figlia dell’ottantenne Angelo Corghi trovato senza vita sabato pomeriggio, vicino alla sua casa in via Dogana dopo la scomparsa di lunedì scorso. “Voleva essere un uomo libero, e socievole infatti aveva molti amici”, ricorda ancora la figlia. “Usciva spesso, amava camminare - dice - e portava con sé sempre un bastone canadese perché diceva ‘così se mi stanco, lo utilizzo per camminare’. Sono molto apprensiva, lo monitoravo dal telefono nonostante fosse un uomo pieno di energie. Mi diceva sempre ’io sono il babbo e tu la figlia, se mi stanco ti chiamo’”. C’è un particolare emerso, raccontato da Egle, che potrebbe essere rilevante per ricostruire la dinamica dello scorso 3 agosto, giorno della scomparsa.
Il racconto della scorciatoia
“Dopo il ritrovamento, dei contadini della zona mi hanno raccontato che avevano visto mio babbo passare da inizio estate in un campo, utilizzando questo tracciato come scorciatoia. Ecco, sapevo che usciva spesso, ma non sapevo di questa scorciatoia. Sicuramente non me ne ha parlato vista la mia apprensione. Inoltre specifico come sia stato trovato nel campo, come ci ha indicato l’ispettore. Non ho potuto nemmeno vederlo, non mi hanno fatto avvicinare. Dicono avesse ancora la mascherina che portava sempre, era un igienista in tal senso, quindi ciò fa pensare a un malore improvviso- ipotizza - perché sennò con un accenno di malessere avrebbe potuto abbassarla”.








