Il sorriso di una bambina di tre anni in una vecchia foto. Un’immagine è tutto quello che rimane ai genitori di Angela Celentano di trenta anni di ricerche, appelli e indagini sulla sua scomparsa, avvenuta durante una gita sul monte Faito il 10 agosto del 1996. «Gli anni possono logorare le forze, i pensieri e segnare la pelle, ma mai la speranza», dicono ieri Catello Celentano e Maria Staiano ricordando la figlia.
«La certezza di riabbracciarti non è mai venuta meno», ribadiscono non lasciando spazio alla rassegnazione. Poche frasi per ripetere quello che hanno sostenuto sin dal primo momento: «Nostra figlia è viva, la ritroveremo».
Un mistero irrisolto che comincia quando i genitori la perdono di vista per pochi minuti. Angela si allontana per seguire due bambini più grandi che fanno parte del gruppo di una quarantina di persone di una comunità evangelica di Vico Equense, in gita sul Faito. E svanisce. Da quei momenti di una giornata d’estate di trenta anni fa il buio totale.
Per quattro giorni si cerca Angela ovunque tra i boschi della montagna: alle forze dell’ordine di uniscono centinaia di volontari. Nessuna traccia della bambina. Molte le piste investigative seguite fino a quando non si sono arenate nel nulla. Discordanti le versioni dei due bambini in sua compagnia, Luca riferisce di un uomo con il codino che l’avrebbe rapita. Poi ritratta.










