NAPOLI. Non c’è un corpo, non c’è mai stato neanche un vero sospettato. Lì, tra i boschi del Monte Faito a Castellammare di Stabia (in provincia di Napoli), una bambina è scomparsa senza lasciare traccia e, da quel giorno, il mistero si è alimentato di speranze, suggestioni, false piste e inchieste mai approdate a una verità. Il 10 agosto ricorreranno 30 anni dalla scomparsa di Angela Celentano, la bambina di 3 anni appena che nel 1996 svanì nel nulla in quella che avrebbe dovuto essere una giornata di festa. Angela si recò sul Monte Faito insieme alla famiglia e alla Comunità evangelica di Vico Equense per la tradizionale gita estiva. Canti, balli, giochi, preghiere. C’è un video che riprende Angela ridere, divertirsi, prima di uscire dall’inquadratura per andare a giocare, tra gli alberi, con due bambini più grandi. Nessuno la rivedrà più. La pista messicana Il caso è rimasto irrisolto, sospeso. Come è rimasta sospesa, da quasi trent'anni, la vita dei genitori di Angela, Maria Staiano e Catello Celentano. Ogni segnalazione riaccende una speranza, restituisce per un attimo la possibilità dell'abbraccio tanto atteso. Ma poi l’illusione cede il passo al dolore e li costringe a ricominciare da capo, in un ciclo continuo e straziante di speranza e dolore. È accaduto anche con la pista messicana, rivelatasi poi infondata: nel 2010 una donna che si firmava Celeste Ruiz contattò la famiglia sostenendo di essere Angela Celentano. Le indagini accertarono successivamente che dietro quella mail c'era un mitomane, che aveva utilizzato la fotografia di una donna francese estranea alla vicenda.