La figlia: "Ridatemi mio padre". Riprese le ricerche con speciali metal detector per cercare l’auto
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«Mio marito, Mino Racanati, da quasi due mesi è ancora sepolto nella foce del fiume Trigno dopo il crollo del ponte. Due mesi di attesa, di dolore, di speranze distrutte e di silenzio. In tutto questo tempo non abbiamo visto nessun rappresentante dello Stato fermarsi davvero davanti alla nostra tragedia, guardarci negli occhi, ascoltare il nostro dolore. Abbiamo avuto la sensazione di essere stati dimenticati»: è il grido di dolore di Vanessa De Marco, la moglie di Domenico «Mino» Racanati ( nella foto , la coppia). L’uomo, 53enne pescatore di Bisceglie, è disperso da quando - il 2 aprile scorso - è stato travolto con la propria auto dal crollo del ponte sul fiume Trigno a Montenero di Bisaccia, in Molise. In quel momento era proprio al telefono con la moglie.La sofferenza di Vanessa, che con Domenico era sposata da 22 anni, è diventata un appello disperato alle massime cariche dello Stato. «Alla cortese attenzione di chi ancora sa ascoltare il dolore delle persone». La donna dice di avere «visto il presidente Sergio Mattarella e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni recarsi a Modena per portare vicinanza ai feriti e ringraziare i soccorritori dopo la tragedia dell’auto piombata sulla folla. Ed è giusto che lo abbiano fatto. Ma in quel momento mi sono chiesta: perché nessuno ha fatto lo stesso per noi?». Ancora: «Come se questa vicenda non fosse importante. Come se mio marito non fosse una persona. E invece lì c’è un uomo. Un marito. Un padre che le sue figlie (di 22 e 16 anni, ndr ) aspettano ancora ogni giorno. Non cerco passerelle politiche né parole di circostanza. Cerco rispetto umano». Dietro tutto questo «c’è una famiglia che aspetta ancora di poter piangere il proprio caro con dignità». E la figlia Angelica sui social: «Ci dicono che, con alta probabilità, la sua auto è ancora sotto i detriti di quel ponte. Sotto metri di macerie. Sotto il silenzio. Sotto l’attesa. E io mi chiedo: quanto tempo deve passare ancora? Quanto vale la vita di mio padre? Io non sto chiedendo un favore. Sto pretendendo rispetto. Ridatemi mio padre».









