L’evento. 10 agosto 2026 alle 00:25Manuel Floris ci racconta San Lorenzo tra scienza e sogno
Da millenni l’umanità interroga le stelle alla ricerca di risposte sul proprio destino, e da secoli associamo alla notte di San Lorenzo a possibilità di intercettare una stella cadente e poter esprimere un desiderio. Il cristianesimo ha associato questo fenomeno alle lacrime di un suo santo; nell’antica Roma, invece, era considerato il seme del dio Priapo che, con queste scie luminose, fecondava la terra per propiziarne i raccolti. Ne abbiamo parlato con Manuel Floris, astrofisico e direttore dell’Osservatorio Astronomico de L’Unione Sarda.
Dottor Floris, domani milioni di persone alzeranno gli occhi al cielo sperando di cogliere la scia di una stella.
«In realtà la notte in cui ci saranno più stelle cadenti di questo sciame chiamato Perseidi è il 12 agosto; la tradizione lo fissa al 10 associandolo a San Lorenzo, che proprio il 10 venne arso vivo su una graticola dai romani, in virtù delle lacrime che avrebbe pianto mentre veniva martirizzato e si trasformarono in queste scie luminose. Tra l’altro, quest'anno il 12 agosto coincide con l'eclisse di sole, quindi per gli amanti dell’astronomia sarà un giorno molto speciale».












