La conoscono tutti come «la notte di San Lorenzo», il momento magico agostano in cui i più romantici si sdraiano nei parchi o su spiagge buie col naso all’insù, pronti a lasciarsi sorprendere dallo spettacolo delle «stelle cadenti«. Le guardiamo attraversare il cielo e, quasi per rito, affidiamo a quelle scie luminose i nostri desideri più intimi. Ma dietro a quell’incanto popolare, si nasconde un fenomeno astronomico ben più complesso, ma non meno affascinante. C’è però un punto da chiarire: «Non sono vere e proprie stelle cadenti, come spesso vengono chiamate, un termine del tutto fuorviante dal punto di vista scientifico, perché non c’è alcuna stella coinvolta. Si tratta in realtà di meteore – e quelle che osserviamo in queste notti di agosto hanno anche un nome preciso: si chiamano Perseidi», spiega al Corriere Gianluca Masi, astrofisico, divulgatore e curatore scientifico del Planetario e Museo Astronomico di Roma. Ma quando è il momento migliore per osservarle? «L’ideale – prosegue l’esperto – è scegliere una notte tra il 10 e il 13 agosto, preferibilmente nella seconda parte della notte, sacrificando un po’ di sonno. È allora che si ha la probabilità più alta di vederle».
Notte di San Lorenzo, le ore e i giorni migliori per osservare le stelle cadenti (ma attenzione alla Luna piena)
In realtà, come spiega l'astrofisico Gianluca Masi, non si tratta di stelle cadenti, ma di briciole di cometa che si incendiano nel cielo. La guida per fotografarle










