C’è chi ha scomodato perfino Elena Ferrante, per la capacità di seguire per trent’anni la vita delle protagoniste, lasciando che la grande Storia si intrecciasse con la loro quotidianità. Eppure Giulia Baldelli brilla di luce propria nel suo ultimo Un mondo soltanto, il romanzo pubblicato da NN editore che segna la piena fioritura del suo talento con una storia ruvida e potente, che parla di amicizia, di abbandoni, di ricerca di sé, di colpi e contraccolpi della vita. Dopo L’estate che resta, l’esordio letterario del 2022 nel quale aveva preso le misure di narratrice con un romanzo di formazione, e dopo Le parole che mi hai lasciato, con cui si era inoltrata nel tema impossibile del suicidio, in questo terzo libro Giulia Baldelli ha fatto il salto, il passaggio a una maturità narrativa abbacinante, vincendo l’unica sfida che abbia senso per ciascuno di noi, quella con sé stessi, il solo metro di valutazione dei nostri successi.
La trama insegue l’amicizia di quattro adolescenti dai banchi del liceo a Fano fino all’età adulta, divisa tra la provincia e le città di Bologna e Milano. La voce dell’autrice, piena e consapevole, guida i lettori come un pifferaio magico in un sentiero non sempre facile, con cadute rovinose e strappi inevitabili, lutti e passaggi dolorosi. Il pregio più grande è un racconto senza sconti, anzitutto all’io narrante, la protagonista Tessa, che viene mostrata con le sue asperità, i tratti fragili ed egoisti, l’ostinazione dissennata con cui non vuole fare i conti con il passato — una madre tossicodipendente, un padre mai conosciuto — nonostante i condizionamenti che ne conseguono, pesanti come blocchi di marmo. La sorellanza è l’altra grande protagonista, mai stucchevole, nuda nei chiaroscuri dell’affetto che diventa amore, competizione, ingratitudine e tradimento, salda nel filo rosso che attraversa i decenni senza mai spezzarsi. Il resto lo scoprirà il lettore, pagina dopo pagina, lasciando risuonare dentro di sé un personaggio o l’altro, un’emozione e il suo contrario. È questo il mio libro dell’estate, che ci racconta per come siamo, imperfetti e incoerenti, ognuno con i suoi tempi per rientrare nel gioco della creazione del proprio destino, unica alternativa possibile, perché c’è un mondo soltanto. Buon Ferragosto.







