HomeMagazineLibriIl crollo degli ideali visto (stavolta) dai figliCara Giulia, torno ora dal viaggio nel tempo fatto con il tuo romanzo Un mondo soltanto, da poco uscito per...Ricevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguiciCara Giulia, torno ora dal viaggio nel tempo fatto con il tuo romanzo Un mondo soltanto, da poco uscito per NN Editore. Un tempo lungo una vita. Quella di Tessa che abita con la nonna perché la madre Beatrice, tossicodipendente, è in una comunità. Ci è entrata dopo un’overdose dalla quale si è salvata perché Tessa, che allora aveva dieci anni, è scesa dalla baracca in cui vivevano per cercare soccorso. A dieci anni Tessa sapeva già riconoscere i segnali. Un’abilità a schivare il pericolo che è tipica nei sopravvissuti: istinto di sopravvivenza.

A metà degli anni ’90 Tessa ne ha sedici, e lascia la scuola nell’entroterra marchigiano per frequentare il liceo a Fano; l’istinto di sopravvivenza la dirige in un porto sicuro, l’amicizia. Un gruppo femminile e battagliero che include lei, Cecilia, Virginia e Irene. Le chiamano “le sante”. Le seguiamo per trent’anni, fino a oggi.

La narrativa e il cinema spesso raccontano il crollo degli ideali fra la fine degli anni ’60 e i ’70 dalla soggettiva della generazione di Beatrice, mai da un punto laterale, quello dei figli. Nello spartiacque degli anni ’80 i loro genitori hanno preso due strade: alcuni hanno sostituito quelle aspirazioni con la carriera; altri si sono lasciati sedurre da sogni chimici. Cosa è accaduto ai figli di quegli ex ragazzi? Su cosa si è fondata la loro educazione dal momento che, a partire dalla fine degli anni ’80, l’unica ambizione era il denaro? Non averne, averne, non averne abbastanza. I soldi sono, giustamente, dei coprotagonisti del tuo romanzo, poiché da quel momento sono diventati un’ossessione collettiva. Tutto è status symbol, le case, le macchine, le compagne giovani con cui sostituire le mogli, la magrezza. La ricchezza era ed è magra, abbronzata, ha la pelle levigata, le rughe spianate.