E' stata pubblicata domenica, nero su bianco, sulla Gazzetta ufficiale spagnola la decisione del governo Sanchez di reintrodurre per 30 giorni i controlli alle frontiere aeree e marittime per i passeggeri provenienti dall'Italia, come ritorsione all'identica mossa intrapresa da Roma il primo agosto dopo la crisi di Ceuta. Nel primo giorno, e in pieno esodo vacanziero, la polizia spagnola ha verificato i documenti di 199 viaggiatori provenienti da Paesi terzi, arrivati con 12 voli dall'Italia negli aeroporti di Madrid, Barcellona, Siviglia, Bilbao, Alicante e Valencia, secondo un primo bilancio del ministero dell'Interno.

I controlli, viene spiegato nella Gazzetta ripresa dall'agenzia Efe, saranno effettuati in modo "proporzionato, flessibile e basato sul rischio", con l'obiettivo di limitare i tempi di attesa e garantire il regolare flusso dei collegamenti. Il testo del decreto mette in guardia da una "grave, reale e attuale minaccia all'ordine pubblico e alla sicurezza interna", a causa - secondo Madrid - della pressione migratoria sulla rotta del Mediterraneo centrale e il rischio di spostamenti secondari dall'Italia verso altri Paesi dell'area Schengen, tra cui la Spagna. La misura, in vigore fino al 7 settembre, sarà costantemente valutata e potrà essere revocata prima qualora venissero meno le circostanze che l'hanno motivata, si legge ancora. Ma "le circostanze" non sembrano poter cambiare prima del 15 agosto, data individuata per un possibile nuovo assalto di migranti all'exclave spagnole di Ceuta e Melilla. Se non ancora prima, come temono i servizi di intelligence spagnoli, che mettono in guardia dal rischio di "terrorismo islamico" proveniente dal Marocco. Madrid ha già rafforzato la sicurezza attorno alle due città, inviando 2.000 militari e un migliaio tra polizia e Guardia Civil, e dispiegando due fregate nel Mediterraneo.