Il governo spagnolo guidato da Pedro Sánchez ha annunciato che a partire dalla mezzanotte fra venerdì e sabato imporrà controlli di frontiera sugli aerei e sulle navi provenienti dall’Italia. È una ritorsione contro la decisione italiana di introdurre a sua volta controlli sulla Spagna dopo la crisi di Ceuta, l’exclave spagnola in Marocco dove il 30 luglio erano entrate decine di migliaia di migranti. Venerdì il governo spagnolo aveva chiesto ufficialmente a quello italiano di rimuovere i controlli e aveva minacciato ritorsioni «commisurate», ma l’esecutivo di Giorgia Meloni si era rifiutato.
I controlli saranno fatti a campione negli aeroporti e nei porti (dato che Spagna e Italia non condividono alcun confine terrestre) sull’identità e sulla nazionalità dei passeggeri e, in caso di cittadini di paesi esterni all’Unione Europea, anche sul visto o sul permesso di soggiorno. Il governo spagnolo ha specificato che dureranno fino al 7 settembre, a meno che non cambino le condizioni che hanno portato alla loro imposizione.
Il governo spagnolo ha motivato l’introduzione dei controlli citando la «persistente pressione migratoria irregolare» a cui è soggetta l’Italia. È una spiegazione che ricalca i timori del governo italiano riguardo alla crisi migratoria a Ceuta e richiama le pesanti critiche mosse dal ministro degli Esteri spagnolo, José Manuel Albares, che lunedì aveva definito il governo italiano non all’altezza della gestione degli sbarchi sulle sue coste, in particolare a Lampedusa, e di avere un atteggiamento ipocrita, dal momento che molti più migranti entrano nell’Unione Europea dall’Italia che dalla Spagna.











