In un affollato incontro al Caffè de La Versiliana di Marina di Pietrasanta, intervistato dal direttore di Libero Alessandro Sallusti, il leader di Futuro Nazionale Roberto Vannacci ha tracciato la sua rotta politica, definendo i confini di un progetto che non intende scendere a compromessi. Vannacci ha subito chiarito la sua posizione rispetto agli attuali equilibri del centrodestra, rispondendo ai rumors secondo cui Giorgia Meloni preferirebbe perdere le elezioni piuttosto che allearsi con lui: “Qualora dovesse essere vero, se la Meloni è pronta a perdere le elezioni, io invece sono pronto a vincerle a qualsiasi costo, da soli o in compagnia“.
L’ex generale ha rigettato con forza la strategia del “voto utile” invocata dagli alleati di governo per marginalizzarlo, definendola una “dimostrazione della propria incapacità”. Per spiegare la situazione politica, ha fatto ricorso a una metafora automobilistica: “È come se noi dovessimo attraversare un deserto e Vannacci si presenta con un automezzo che potenzialmente ce la può fare. Dall’altra parte c’è un automezzo che ha le gomme forate, non ha più benzina, gli manca l’olio del motore. Dalla parte opposta c’è un triciclo“. Secondo il leader di Futuro Nazionale, chi siede oggi in poltrona chiede il voto solo per paura del “triciclo” del campo progressista, senza rendersi conto che con i mezzi attuali il deserto non verrà mai attraversato.









