Dai "badogliani del centrodestra" al "camposanto": nel giorno in cui incassa il voto favorevole alla Camera di Fratelli d'Italia sull'emendamento futurista per le preferenze, Roberto Vannacci passa all'attacco di maggioranza e opposizioni, senza chiudere però le porte ad un accordo - alle sue condizioni - con le attuali forze di governo.

Dal palco di Civitanova Marche - altra tappa del suo tour del centro Italia - l'ex generale dedica buona parte del suo comizio al commento dei risultati del voto in Aula di martedì. I colpevoli del tradimento a Meloni, secondo Vannacci? "I badogliani del centrodestra" che "hanno sparato alle spalle del proprio schieramento, con le munizioni fornite dal Partito democratico" e dalla coalizione del Campo largo, da lui ironicamente definita "Camposanto". "La politica ha paura della sovranità popolare", chiosa mentre lancia la sfida a Meloni sulla legge elettorale: "Tiri fuori gli attributi e faccia approvare il nostro emendamento con le preferenze senza il capolista bloccato".

Parole che precedono di poco la notizia dell'apertura dei meloniani sulla proposta di Edoardo Ziello, bocciata dall'Aula, ma sostenuta dai 139 voti di FdI, Noi moderati e dei futuristi. "Chi è la stampella della sinistra?", attacca la vannacciana Laura Ravetto in riferimento al voto contrario di Lega e Forza Italia. Del resto, anche Vannacci dalle Marche non chiude le porte all'alleanza con le altre forze della maggioranza, a patto di osservare le sue condizioni: "Rispettare i nostri principi, i nostri valori e le nostre linee rosse". Citando proprio il caso di Civitanova, guidata da un sindaco futurista col sostegno dei partiti di centrodestra, l'ex generale spiega che "è stato qualcun altro a dire che non siamo compatibili", riferendosi chiaramente ai no arrivati da Marina Berlusconi e Maurizio Lupi.