Pubblichiamo un estratto dal libro “Verosimile” di Andrea Pennacchioli (Paesi Edizioni, collana Montesquieu): il racconto di come Donald Trump ha trasformato la politica in uno show permanente, piegando i fatti alla gestione delle emozioni e della visibilità.
Di seguito un estratto dal libro "Verosimile" di Andrea Pennacchioli (Paesi Edizioni, collana Montesquieu).
Il successo politico di Donald Trump non va interpretato solo come il risultato delle sue capacità personali o delle debolezze degli avversari politici, ma come un fenomeno emblematico dell’epoca della post-verità, dove le emozioni e le percezioni contano più dei fatti oggettivi. Non a caso si è inventato un proprio social network e lo ha chiamato Truth, «verità», nonostante ogni suo messaggio sia un colpo diretto, una frase a effetto, un trionfo di maiuscole e punti esclamativi per esaltare la sua visione, senza alcun interesse reale a comunicare verità. Trump ha saputo intercettare le paure, le insicurezze e la rabbia di ampie fasce della popolazione, promettendo soluzioni semplici e immediate a problemi profondi e complessi. La sua figura incarna un ideale di forza, protezione e «ripristino» di un passato glorioso che molti hanno accolto come un rifugio da un mondo, quello contemporaneo, invece percepito come caotico, ingiusto e minaccioso. In questa prospettiva, Trump non è soltanto un politico: è un simbolo, un archetipo della battaglia contro un sistema percepito come corrotto e ostile. Per alcuni (per lui stesso), è un messia.






