La spirale della violenza non conduce ad alcun risultato: Leone XIV rinnova l’appello a porre fine alla guerra tra Ucraina e Russia e invoca di «dare spazio alla diplomazia». La Santa Sede intensifica dunque l’impegno: dopo la missione di luglio in Ucraina del “ministro degli Esteri” vaticano, monsignor Paul Richard Gallagher, e dell’inviato speciale del Papa, il cardinale Matteo Zuppi, si prepara ora una trasferta a Mosca affidata agli stessi due rappresentanti: al primo le questioni politiche, al porporato italiano il dossier umanitario.
Dopo i numerosi richiami a sostegno del popolo ucraino, all’Angelus di oggi il Pontefice ha messo sullo stesso piano la sofferenza delle vittime «innocenti» su entrambi i fronti. Un segnale della volontà di imprimere un’accelerazione verso una via d’uscita da un conflitto che dura da quattro anni e mezzo e per il quale non si intravedono soluzioni.
«Continuano a giungere notizie dolorose di persone innocenti uccise e ferite in Ucraina e in Russia. Tragici episodi si susseguono, anzi, si moltiplicano – ha detto Papa Leone XIV durante la preghiera dell’Angelus in Piazza San Pietro –, provocando sempre più vittime civili, tra cui anche bambini. Sono vicino alle famiglie delle vittime, ai feriti e a tutti coloro che soffrono a causa del conflitto in atto. Di fronte a tanto dolore rinnovo un accorato appello affinché si rispetti il diritto umanitario e cessino da entrambe le parti gli attacchi che coinvolgono obiettivi civili». Il Pontefice ha quindi ribadito che «la guerra non fa che generare altra guerra e provoca enormi sofferenze. È tempo di fermare la spirale di violenza e dare spazio alla diplomazia e al dialogo per aprire la strada alla pace».











