“Spazio alle diplomazie e al dialogo per aprire la strada alla pace”. Papa Leone durante l’Angelus domenicale torna ad invocare la pace tra Kiev e Mosca, chiedendo trattative e lo stop alle aggressioni reciproche contro chi non indossa la divisa militare. “Continuano a aggiungere notizie dolorose di persone innocenti uccise e ferite in Ucraina e in Russia. Tragici episodi si susseguono, anzi, si moltiplicano, provocando sempre più vittime civili, tra cui anche bambini”. Il successore di Bergoglio al soglio pontificio è tornato a sottolineare l’orrore e le nefaste conseguenze provocate da ogni conflitto, mentre il riarmo italiano è iniziato, come dimostra il Rendiconto generale dello Stato depositato in Parlamento il 4 agosto, dal ministero dell’Economia: nel 2025 il dicastero della Difesa ha stanziato 1 miliardo in più rispetto al 2024 (+14%) e i pagamenti effettuati aumentano di 1,6 miliardi (+30%). Mentre il governo è pronto a varare il tredicesimo pacchetto di aiuti militari all’Ucraina, al rientro dalla pausa estiva.
Intanto, il Pontefice ha rinnovato l’appello ai negoziati: “Di fronte a tanto dolore, rinnovo un accorato appello affinché si rispetti il diritto umanitario e cessino da entrambe le parti gli attacchi che coinvolgono obiettivi civili. La guerra non fa che generare altra guerra e provoca enormi sofferenze”. Per Leone “è tempo di fermare la spirale di violenza e dare spazio alle diplomazie e al dialogo per aprire la strada alla pace“.












