Nel recente colloquio privato con Zelensky a Castel Gandolfo – informa un comunicato della Santa Sede – «si è ribadita l’importanza del dialogo come via privilegiata per porre fine alle ostilità». «Il Santo Padre – sottolinea la nota - ha riaffermato la disponibilità ad accogliere in Vaticano i Rappresentanti di Russia e Ucraina per i negoziati».

Papa Leone XIV continua il suo lavoro diplomatico per la costruzione della pace, su cui è intervenuto ripetutamente dall’inizio del suo pontificato. Lo dimostra anche la risposta a una lettera scritta dalla giovane Zaira Mainella, pubblicata sull’ultimo numero della rivista «Piazza San Pietro», dove il Papa risponderà ai lettori ogni mese. Una riflessione semplice, schietta, che si apre con una domanda spiazzante e necessaria: “Che ne sarà dei sogni dei bambini se scoppia una guerra mondiale?”. E subito dietro a questa domanda, una valanga di nomi, storie, aspirazioni: Paolo che sogna di diventare medico, Manuela che ama gli animali, Valeria che scrive favole. Un mosaico di vite che si infrange davanti alla follia delle bombe.

Rivolgendosi alla giovane donna, Papa Leone XIV ha risposto con parole che scavano nel profondo: «Il suo è un grido che arriva al cuore di Dio», ricordando che la pace è «un dono attivo» che parte dal cuore e si costruisce ogni giorno attraverso il dialogo, la giustizia, la fraternità. Parole che non possono restare mere dichiarazioni e che ci mobilitano tutti. Perché oggi più che mai abbiamo bisogno di pace. Pace vera. Pace giusta.