La Spagna riattiva i controlli alle frontiere con l’Italia. O meglio: li annuncia. Perchè tra la solenne formula dello «stop a Schengen» e quello che sta accadendo negli aeroporti spagnoli c’è una bella differenza.Dall’altro ieri Madrid ha ripristinato, fino al 7 settembre, i controlli sui passeggeri provenienti dall’Italia. É la risposta del governo di Pedro Sànchez alla decisione italiana di mantenere le verifiche sui viaggiatori in arrivo dalla Spagna dopo la crisi migratoria di Ceuta. Roma non ha ceduto all’ultimatum e Madrid ha replicato con la stessa moneta. Solo che, a guardare cosa succede davvero, la moneta vale poco.Lo racconta il quotidiano spagnolo El Paìs: un centinaio di agenti della Policìa Nacional sono stati mobilitati e sui voli dall’Italia vengono controllati casualmente appena il 5-10% dei passeggeri. Tra i due e i quattro agenti per aereo, in media una quindicina di persone sui velivoli di medie dimensioni e circa venticinque su quelli più grandi. I controlli possono riguardare un intero volo oppure soltanto alcuni passeggeri, a seconda della valutazione degli agenti.Non è dunque la frontiera che torna a chiudersi. É una frontiera che viene mostrata, agitata come una bandiera nella contesa diplomatica tra Roma e Madrid. I cittadini dell’Unione, peraltro, restano fuori dalle verifiche sistematiche: i controlli riguardano soprattutto i cittadini dei Paesi terzi. Infatti, anche gli studenti Erasmus che ora si trovano a svolgere un periodo del loro percorso in Spagna mantengono il pieno diritto di studiare, circolare e risiedere tra i due Paesi.Ed è qui che c’è il punto politico. La Spagna vuole fare sapere al governo italiano che ogni misura contro Madrid avrà una contromisura, ma al tempo stesso limita l’impatto concreto sui milioni di europei che viaggiano dentro Schengen. Nella pratica tutto continua quasi normalmente.Eppure, a Ceuta la situazione rimane tesa, come detto anche dal presidente della città autonoma. Una circostanza confermata dal quotidiano El Paìs che racconta una situazione delicata data dai timori per una possibile nuova pressione sulla frontiera. Madrid non può, quindi, confondere l’emergenza con una gara a chi controlla di più i passeggeri.Nonostante ciò, per chi proviene dell’Italia, per ora, Schengen continua a funzionare. Sànchez avrà anche riattivato i controlli ma la vera stretta, attualmente, resta soprattutto sulle dichiarazioni. FrN
La stretta sulle frontiere pesa poco: limitati disagi nei viaggi
Ispezioni casuali sul 5-10% dei passeggeri, soltanto due o quattro agenti per viaggio











