di
Marco Bonarrigo
«Amore a seconda vista» con la buca di sabbia che prima odiava: Francesco Inzoli è volato a 8,27 agli Assoluti e ora sfida (e invidia) Furlani, «modello di tecnica».Il fratello Daniele lo insegue negli Under 20 con 8,15 e un personale migliorato di 22 centimetri
BIRMINGHAM — Un Inzoli ne nasconde un altro. Domani nelle qualificazioni europee del salto in lungo a scendere in pedana sarà Francesco Ettore Inzoli, 21 anni, atterrato la settimana scorsa a 8,27 metri agli Assoluti di Firenze, quarta misura azzurra di sempre dopo Howe, Evangelisti e Furlani. «È stato un salto meno imperfetto del solito — aveva spiegato Francesco — con cui, prima di tutto, resto in pari con mio fratello Daniele: lui primatista familiare dei 100 metri, io del lungo. Non so quanto durerà il record perché tra noi due quello dotato è lui». La replica del fratellino è arrivata subito. All'alba italiana di ieri, ai Mondiali Under 20 di Eugene il secondo Inzoli, Daniele, 18 anni tra quattro giorni, si è avvicinato al fratello saltando 8,15 metri e migliorando il personale di 22 centimetri. Nella notte ha gareggiato nella finale.
Gli Inzoli, famiglia speciale. «I geni dell'atletica leggera sono quelli di mamma Danielle. Nata in Camerun, ha corso e saltato fino a quando si è trasferita a Milano per studiare — spiega Francesco —. Adesso lavora come ginecologa e quando può ci segue alle gare: quest'anno le ferie se l'è prese per seguire Daniele negli Usa. Papà Angelo, che dirige il Collegio Universitario Bertoni, da ragazzo era allergico allo sport. È stata mamma che ha lanciato me e Daniele in pista con una sola raccomandazione: divertitevi e provate più discipline possibili, per specializzarvi c'è tempo».








