La colonna sonora della carriera di Daniele Inzoli è tutta da scegliere. Il lombardo dell’Atletica Riccardi, diviso tra Milano e Roma, vuole esprimere al massimo le sue capacità. Il palcoscenico ideale, magari per un balzo da 8 metri (ha un personale di 7.93) potrebbe essere la pista di Howayrd Field a Eugene dove ci saranno i Mondiali U20. "Il mio esordio è stata un’incognita, sapevo di star bene - dice - ma la stagione non permette errori: abbiamo poche prove in vista dei Mondiali. Gareggio anche oggi (a Foligno, ndr) per cercare la gara giusta".

Cosa si aspetta al Mondiale?

"Ho partecipato due anni fa a Lima e da allora tanto è cambiato. Mi vedo tra i primi: sono cresciuto da tutti i punti di vista e voglio portare a casa qualcosa di bello. In questi anni ho raccolto meno di quanto avrei potuto, magari sarà la volta buona. So affrontare le gare importanti, ma non vince sempre il migliore. Ci sono tante variabili nel lungo, come la pedana. È mancata un po’ di esperienza e c’è stata un po’ di sfortuna".

Ha un obiettivo come misura?

"Penso più alle medaglie, ma so che servono certi standard. Vorrei togliermi lo sfizio degli 8 metri, so di averceli nelle gambe da un paio di anni. Se c’è un’occasione è la pista di Eugene, tra le migliori al mondo".