In vista delle elezioni di metà mandato, Open racconta l'America di Trump attraverso cinque domande. Si parte dalla politica che più di ogni altra ha ridefinito la sua agenda economica. Ma i dazi hanno reso più ricco il Paese?

Trump lo aveva promesso a gran voce: «Le tariffe renderanno più ricca l’America». Dal giorno dell’insediamento – passando per il famigerato Liberation Day del 2 aprile 2025 – i dazi, «la parola più bella del dizionario» secondo il presidente, sono diventati l’ossessione dell’amministrazione Trump. Nonostante la bocciatura della Corte Suprema, che a febbraio ha dichiarato incostituzionale la legge alla base delle tariffe – una decisione che costringe l’amministrazione a rimborsare alle aziende circa 100 miliardi di dollari – il governo continua a trovare nuove basi giuridiche per riscrivere a proprio favore le regole del commercio internazionale.

Eppure, a due anni e mezzo dall’insediamento e con l’avvicinarsi delle elezioni di metà mandato, gli effetti sull’economia americana restano contrastanti. Nelle intenzioni del presidente, le tariffe dovevano creare posti di lavoro nell’industria manifatturiera e ridurre il disavanzo commerciale con i Paesi esportatori. Risultati che, finora, stentano ad arrivare.