HomeEconomiaMeno credito alle Pmi e più caro. Bruciati 34 miliardi in sette anniConfartigianato: -25,9% per le piccole imprese, -39,3% per gli artigiani. In Sardegna tassi al top: 10,6%Marco Granelli. , 64 anni, è presidente di Confartigianato dal 2020Ricevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguiciSempre meno credito e a costi sempre più elevati per le Pmi italiane. A far suonare il campanello di allarme è Confartigianato, che ha realizzato un report sulla situazione finanziaria del settore. Il risultato è che, negli ultimi anni, i prestiti richiesti dalle aziende agli istituti bancari sono arrivati con il contagocce. Dal 2019 a marzo del 2026 i finanziamenti alle piccole imprese sono diminuiti, infatti, di 34 miliardi di euro, con una flessione del 25,9%. Per le aziende artigiane il calo è ancora più marcato e raggiunge il 39,3%. Una contrazione molto più forte rispetto a quella registrata dal complesso delle imprese italiane, per le quali nello stesso periodo i prestiti si sono ridotti del 7,3%.

E il quadro continua a peggiorare anche quest’anno. A marzo 2026 il credito alle piccole imprese segnava una nuova riduzione del 4,3%, dopo il -4% registrato alla fine del 2025. Per gli artigiani il calo arriva invece all’8,8%, praticamente il doppio. Il problema non riguarda soltanto la quantità di credito disponibile. Per le imprese di minori dimensioni il denaro costa anche molto di più. A fronte di un tasso medio annuo del 4,97% applicato al complesso delle imprese non finanziarie, le piccole aziende pagano interessi che partono dal 6,5% della provincia autonoma di Bolzano e arrivano fino al 10,6% della Sardegna. È soprattutto nel Sud che il costo del credito assume dimensioni più elevate: una forbice che rischia di pesare direttamente sulla capacità delle imprese di finanziare nuovi investimenti, acquistare macchinari o sostenere la crescita.