I consiglieri comunali di minoranza hanno depositato una richiesta di "accesso agli atti" per conoscere e valutare i passaggi formali avvenuti in seno all’Amministrazione retta dal sindaco Fabrizio Allevi (nella foto) a riguardo della richiesta di concessione di un’area per il culto formulata da un’associazione di cittadini musulmani, la Essa, ormai da molto tempo.
"Lo abbiamo fatto – dicono i consiglieri – perché nonostante questa sia una vicenda che si trascina da oltre un anno, come opposizione non siamo mai stati informati di nulla, non c’è mai stato dibattito in Consiglio". "Sulla complessa vicenda del luogo di culto a Turbigo siamo convinti di una cosa: questioni così delicate non si affrontano con il muro contro muro, ma con responsabilità, trasparenza e rispetto delle regole".
Tutto il contrario rispetto a quanto fatto sinora dall’Amministrazione. "L’approccio puramente ostativo della maggioranza consiliare non sta portando soluzioni, ma ha già prodotto un conto salato: ben 5.000 euro di spese legali pagate con i soldi di tutta la cittadinanza" osservano i consiglieri di minoranza. Il gruppo consiliare SiAmo Turbigo ha coinvolto su questo tema anche le altre forze politiche locali "che non condividono la linea di scontro sorda adottata da chi governa" e da questo confronto è emerso un documento, firmato anche da Pd, M5s, Sinistra Italiana e Verdi che, nel ricostruire la vicenda, parlano di un "sindaco rimandato a settembre", ricordando la sentenza del Tar che ha dato tempo al sindaco sino al 16 settembre per depositare le motivazioni al diniego di individuazione dell’area di culto.G.Ch.






