UDINE - Sempre meno abbandoni d'agosto, ma più cucciolate casalinghe incontrollate, mercato online senza filtri, mancata anagrafe e formazione di base: a pochi giorni dalla Giornata internazionale del cane randagio, il XV Rapporto Animali in Città ridisegna le cause reali del randagismo e le proposte per affrontarle. Il 27 luglio si celebra la Giornata internazionale del cane randagio, nata quasi venti anni fa per contrastare gli abbandoni spesso legati alla partenza per le vacanze. Quel fenomeno oggi è molto ridimensionato, ma sarebbe un errore pensare che il randagismo sia sotto controllo: è cambiata l'origine del fenomeno, non l'entità del problema. Il XV Rapporto Animali in Città mostra che a generare randagismo non sono più, soprattutto, i cani abbandonati in autostrada ad agosto, ma le cucciolate casalinghe non controllate, le acquisizioni intermediate da un mercato online senza filtri, la mancata formazione di base di chi acquisisce un cane e gli animali mai iscritti all'anagrafe che restano invisibili al sistema finché non finiscono vaganti in un canile. Alla XV edizione del rapporto nazionale Animali in Città, tra i 16 Comuni partecipanti della regione i migliori sono Udine (buona, in 65. posizione), Monfalcone (buona, ICU 27,3) e Aviano (buona), con 1 Comune al debutto. Sul piano normativo il riferimento è la legge regionale 20/2012, nel testo vigente dal 21 ottobre 2025, che introduce l'obbligo di microchip e sterilizzazione dei gatti circolanti dal 1º luglio 2026: tra le previsioni più avanzate d'Italia, e un caso da manuale del principio dell'edizione, perché sterilizzare e tracciare oggi costa una frazione di ciò che costa gestire domani le colonie non controllate.