Milano – Ilenja Sabato, la commissaria della polizia locale di 44 anni in carcere con l’accusa di peculato, falso ideologico e arresto illegale, ha ottenuto, unica dei cinque indagati, il trasferimento ai domiciliari. Difesa dalla avvocata Susanna Rita Marangoni la vigilessa ha reso piena confessione non solo sulla sua condotta, ma anche su quella degli altri agenti, e per questo ha ottenuto la misura dei domiciliari che trascorrerà a casa dei genitori dove potrà incontrare le due figlie minorenni. Tutti gli altri agenti coinvolti resteranno invece in carcere.
Le ammissioni
Dalle carte del provvedimento del gip, quattro pagine sintetiche, dovute anche alla velocità della decisione post interrogatorio, emerge che la Sabato ha ammesso di avere falsificato i verbali, ha ammesso che quanto è emerso dalle indagini ed è stato riportato nell’ordinanza cautelare corrisponde a quanto effettivamente accaduto.
Ha aggiunto – si evince sempre dalle quattro pagine di ordinanza – che tutti i colleghi erano a conoscenza, che l’operazione si sarebbe svolta al di fuori del territorio di loro competenza. Ma non solo, Sabato ha riferito anche che tutti gli indagati erano “perfettamente a conoscenza delle modalità con cui sarebbe avvenuto l’intervento che ha portato all’arresto di un pusher, che tutta la squadra ha condiviso le scelte operative”. È stata, quindi, una condotta, quella della commissaria Sabato, che, per il gip, “denota un affievolimento del rischio di inquinamento probatorio”.












