La processione continua in via Paolo Fabbri 43: sono passate migliaia di persone; nel riquadro, l’omaggio di ieri sera Sotto, a sinistra, le bandiere in segno di lutto davanti all’autobus. A destra, le bandiere del Comune a mezz’astaBologna, 9 agosto 2026 – C’è chi è arrivato da Mestre, in auto, partendo di notte. Chi ha attraversato l’Italia, guidando da Bari. Chi, da Firenze, Padova o Mantova, si è messo in viaggio in compagnia. Chi da Varese ha preso la macchina e ha condiviso un momento di preghiera e dolore in compagnia. Tutti con la stessa idea: dare l’ultimo saluto a Francesco Guccini. Proprio lì, in quel luogo, via Paolo Fabbri 43, dove il Maestro ha passato una fetta importante della sua vita bolognese, dagli anni ’70 al 2012. La Cirenaica, la taverna da Vito, l’omonimo album del 1976 con l’indirizzo e il civico dell’abitazione.

La casa di via Paolo Fabbri 43 si è trasformata in una camera ardente a cielo aperto

Quella casa che da giovedì mattina si è trasformata in una camera ardente a cielo aperto. Una processione vera e propria, come se ci fosse un feretro. “Nessuno in quell’abitazione ci è mai entrato, ma è come se tutti l’avessimo vissuta”. Una frase detta da uno degli organizzatori della cantata collettiva con oltre 500 persone di giovedì sera, un momento che rimarrà a lungo nella storia della città. Un pensiero ripetuto da una ragazza di Bologna seduta in lacrime davanti al civico 43.